Sardegna

Per crociere di due settimane l’itinerario suggerito è l’arcipelago della Maddalena nelle bocche di Bonifacio a nord della Sardegna, dove il tempo ha scolpito nel granito le insenature più belle del pianeta.

Controllate bene le previsioni: nelle “bocche” sono frequenti rinforzi di Maestrale che vengono accentuati dall’effetto Venturi dello stretto. Allo stesso tempo la traversata richiede  circa  15 ore di navigazione esposta a Scirocco e Libeccio.  LAMMA offre delle ottime previsioni meteo. Decidete con saggezza e prudenza l’itinerario migliore in funzione delle condizioni meteorologiche  previste.

La costa orientale della Corsica è poco attraente fino a Solenzara e non offre ridossi; il porto di Taverna, 42.20.21N 9.32.28E (+33 04 953 807 61 CH9),  30 miglia a nord di Solenzara è l’unico porto disponibile. Superata Solenzara  la costa diventa rocciosa e progressivamente presenta insenature sempre più belle. La prima che si incontra, meritevole di nota, è la baia di Pinnarello, 5 miglia  a nord del golfo di Porto Vecchio, segue San Ciprianu, Santa Giulia, Rondinara (la più bella della Corsica).


 Giorno 1 – Punta Ala

Dopo aver fatto cambusa e sistemato la barca, suggeriamo una veloce pausa rilassante dando fondo d’avanti la spiaggia di Punta Ala. Un luogo splendido a pochi minuti dal porto che consente di entrare dolcemente nello spirito della crociera senza affaticarsi.

Si da ancora in 4 metri d’acqua cristallina su fondo sabbioso. La macchia mediterranea avvolge la costa con i pini che arrivano fin sulla spiaggia bianca, regalando un fantastico contrasto visivo e  profumi unici.

Punta Ala

Consigliamo un pranzetto semplice, un  “power nap”, un bagno tonificante, un aperitivo pomeridiano aspettando che il tramonto colori l’intero golfo.

In meno di 10 minuti si rientra in porto. Ormeggio garantito e offerto dalla casa!


Giorno 2 – Lacona

Colazione abbondante: bar del porto sforna ottimi cornetti.
Barca pronta: serbatoi pieni, batterie cariche, cime in chiaro.
Si salpa: rotta 245°,  15 nm per doppiare p.ta dei Ripalti e p.ta Calamita per poi attraversare il golfo Stella ed entrare nel golfo di Lacona.

Lacona

Il fondale è sabbioso e lontano dalla poseidonia è buon tenitore. L’acqua è cristallina e la spiaggia fine, poco frequentata e ben protetta a nord.

Suggeriamo di buttare l’ancora in 10 metri d’acqua con tanta catena. E’ un’ottima rada per godersi il mare e la barca. Gestite bene i consumi: frigo e luci. Cena in pozzetto, magari grigliando sul barbacue esterno del buon pesce accompagnato da un bicchiere di Ansonica: bianco tipico dell’Elba.

Il tempo trascorrerà senza accorgersene, consapevoli che al risveglio sarete già pronti per tuffarvi.


Giorno 3 – Porto Vecchio

80 miglia vi separano da Porto Vecchio. Anche con vento leggero i nostri Dufour 412 consentono un buon passo, tuttavia vi consigliamo di pianificare l’arrivo prima del tramonto, partendo all’alba. La rotta diretta è 212° e all’altezza di Solenzara (63nm) siete a 6 miglia dalla costa. Questo è un buon punto per decidere come procedere e dove passare la notte in funzione dell’orario, del vento, dell’equipaggio e della disponibilità dei posti in banchina (improbabile in alta stagione a Porto Vecchio +33 495 701 793 CH9). Solenzara non è bella come Porto Vecchio ma trovare un posto in banchina è molto più semplice. Qualora servisse, contattateli entro le 20:00 (+33 495 574 642 CH9) e annunciate il vostro arrivo, vi troveranno una sistemazione quasi certamente.

Porto Vecchio è alla radice di un golfo stretto e profondo. L’ingresso è segnalato da 2 mede (Pecorella a nord e Chiampino a sud). Rispettate il canale di ingresso procedendo inizialmente verso ovest (275°) navigando  preferibilmente lungo il versante sud per evitare la rotta dei traghetti e i bassi fondali del versante nord. Tenetevi larghi almeno 200 metri da p.ta Arena per evitare i banchi sabbiosi segnalati da una boa nera a NW della punta. Superata p.ta Arena inizierete a vedere il paese di Porto Vecchio alto sulla collina. Il Marina è alla sua radice e se volete esser certi di navigare in acque sicure potete seguire il canale navigabile, delineato dalla boe, che indica il porto commerciale. Tenetevi a sinistra  della meda a scacchi bianchi e rossi e dirigete verso il Marina di Porto Vecchio.

 

Porto Vecchio

Il Paese è molto caratteristico e nonostante la stanchezza suggeriamo vivamente di visitarlo, magari cenando in uno dei tanti ristoranti che offrono una cucina tipica corsa (Sous La Tonnelle non è male, potete prenotare chiamando al +33 0495 700217).


Giorno 4 – Rondinara

Usciti dal golfo di Porto Vecchio (3 nm) tenetevi larghi da p.ta della Chiappa lasciando la meda di Chiappino a destra per poi dirigere lungo costa verso S-SW, rotta 207° per  9 miglia fino alla baia della Rondinara.

L’ingresso nella rada è agevole, tuttavia controllate i bassi fondali che si estendono oltre la punta nord. La baia è ben protetta, fatta eccezione per l’onda da est e i venti di caduta da ovest che possono creare problemi soprattutto in presenza di tante imbarcazioni.

Rondinara

Il fondo è sabbioso con presenza di roccia e poseidonia in alcuni punti. Date fondo in 4 metri e accertatevi che l’ancora abbia fatto presa nella sabbia. L’acqua è cristallina e grazie al basso fondale sembrerà di essere sospesi nel nulla. La spiaggia è bianca ed estremamente piacevole. In assenza di luna e nuvole, grazie alla bassissima urbanizzazione di tutta l’aera, si osserva un cielo stellato difficile da vedere altrove.

Ad agosto è molto frequentata e nel caso non  vi piacesse il numero di imbarcazioni potete continuare verso sud per altri 5 miglia e sistemarvi nel golfo di Santa Manza, più ampio e profondo in grado di ospitare un gran numero i imbarcazioni senza problemi.


Giorno 5 – Bonifacio

Procedete verso sud con destinazione Bonificaio. Prestate grande attenzione agli scogli affioranti e le secche presenti tra la penisola di Santa Manza e l’isola di Cavallo. Provenendo da nord  si lascia p.ta Capicciolo con rotta 175° puntando l’estremo orientale di Cavallo,  per circa 1,5 nm fino a quando non rileviamo la meda di Tignosa di Ratino per 228° (allineamento meda, isola Piana, p.ta Sperone). Il percorso sicuro è stretto; a destra avrete numerose secche rocciose con fondo tra 0,5 e 1,5 m a sinistra gli scogli di Poraggia. Raggiunta la meda, accostate nuovamente verso sud per avvicinare l’isola Piana da est. Si sconsiglia vivamente di non navigare di notte nell’arcipelago se non sì esperti marinai.   Isola Piana è un posto incantevole che merita una sosta.

Isola Piana

Potete ormeggiare sia a nord che a sud, ma fate attenzione: non si attraversa tra l’isola e la corsica per bassi fondali (inferiori al metro) che unitamente alla sabbia bianca creano una piscina naturale meravigliosa. Sulla collina potrete osservare il bellissimo campo da golf dello Sperone.

In pomeriggio lasciate gli ormeggi, doppiate lo Sperone e procedete verso ovest per poi risalire leggermente vero W-NW per l’imboccatura di Bonifacio. L’ingresso a Bonifacio è un’esperienza che ricorderete, le scogliere bianche e alte sul mare proteggono un’insenatura che si estende verso est per più di un miglio. Alla radice del fiordo c’è il porto di Bonifacio che ad agosto è molto affollato, tuttavia ho sempre visto sistemazioni anche estreme in terza e quarta fila. Se si preferisce invece la tranquillità c’è una rada molto protetta all’interno dell’insenatura sul lato settentrionale, che di contro non vi permetterà di visitare il paese che invece merita assolutamente di essere visto.

Bonifacio

Il paese è costruito attorno alla profonda insenatura,  circondato da pareti di calcare bianco, all’interno delle quali sono anche state scavate nel tempo  case e magazzini. La parte più storica e caratteristica è quella situata sul versante sud, a 70 metri di altezza sulle falesie di pietra bianca modellate dal vento e dal mare, che domina  le acque turchesi delle Bocche di Bonifacio.

Bonifacio

Per gli amanti della buona cucina vi consigliamo una cenetta da “Stella d’Oro” (previa prenotazione +33495730363), all’interno di una tipica casa in pietra con travi in legno, frantoio e macina a vista, situata nel centro della città vecchia. Ottimo il pescato locale e le aragoste.


Giorno 6 – Budelli 

Prima di lasciare  la Francia, per dirigersi nel cuore dell’arcipelago  della Maddalena, suggeriamo una sosta a Lavezzi a circa 5 miglia a E-SE di Bonifacio.  La navigazione nell’arcipelago è molto pericolosa per la presenza di numerosi scogli affioranti. Controllate attentamente la vostra posizione con il GPS cartografico (consigliamo un back up con iPad/iPhone e cartografia Navionics e sempre la carta nautica disponibile per una rotta sicura). A testimonianza dei tanti naufragi occorsi in passato su Lavezzi ci sono due piccoli cimiteri che ospitano alcune delle (700) vittime di una fregata francese che affondò tra Lavezzi e Cavallo nel 1855.

Lavezzi

Se le condizioni meteo sono buone consigliamo di passare la notte in rada a cala Marino, tra Budelli, Razzoli e Santa Maria, che i locali chiamano “porto Madonna” poiché il mare è sempre calmo. Ad agosto, di giorno, la rada è affollatissima e poco piacevole, tuttavia in serata la maggior parte delle imbarcazioni rientra in porto. Sia il tramonto che l’alba sono fantastici.

Budelli

 


Giorno 7 – Porto Cervo

Se riuscite, fate un bagno all’alba con nuotata fino a riva e passeggiata tra i mirti sulla sabbia bianca. Vale il sacrificio di una sveglia anticipata.

Non c’è fretta, fate colazione con comodo. Il settimo giorno prevede una sosta a cala Coticcio (detta Tahiti), forse la più bella del Mediterraneo, che si trova sul versante orientale di Caprera, per poi dirigere verso Porto Cervo.

Il fondale non consente di passare tra Budelli e Santa Maria; bisogna ritornare verso ovest e passare a sud di Budelli per poi procedere verso est puntando p.ta Marginetto, a nord della Maddalena, per accostare 30° a destra verso Caprera. Seguendo la costa si raggiunge l’ingresso della cala aperto a sud.  La rada offre due insenature, la più bella e (relativamente) ampia è quella orientale. La sabbia è molto fine e bianchissima, l’acqua cristallina assume colore spettacolari. Affollatissima ad agosto e incantevole in bassa stagione. Il fondo è sabbioso e buon tenitore, tuttavia non consigliamo di trascorrere la notte a meno che non siano previste buone condizioni meteo.

Cala Coticcio

In pomeriggio proseguite verso S-SE (155° 3,5nm) lasciandovi l’isola delle Bisce alla vostra sinistra per una successiva accostata ad est per doppiare Capo Ferro e seguire la costa a sud. Altre 2 miglia vi separano dall’imboccatura di Porto Cervo. Un porto naturale molto protetto considerato il simbolo della costa Smeralda. Oggettivamente un posto molto curato, tuttavia ancora privo di tradizioni e storia. Se volete un pò di mondanità è certamente il posto ideale.

Gli ormeggi del porto sono divisi in due aree: la più grande e più nuova è a nord vicino allo Yachting Club Costa Smeralda; la più piccola e caratteristica è a sud, adibita ai transiti, che vi consente di ormeggiare subito sotto la piazzetta di Porto Cervo. Un servizio navetta gratuito collega via mare  i due rami del porto che invece distano 2 km via terra.

Dal 2011 hanno (purtroppo) istituito un campo boe nella rada a nord est dell’insenatura, che prima era un ottimo riparo per chi preferiva stare alla fonda e scendere a terra con il battellino. Oggi la rada è poco frequentata per i costi (eccessivi) d’ormeggio alle boe (circa il 75% del costo in banchina).

Se volete ormeggiare suggeriamo di chiamare (+39 0789 905 111 ) con dovuto anticipo e consultare i prezzi (www.marinadiportocervo.it).


Giorno 8 – Porto Rotondo

Prossima tappa Porto Rotondo con sosta in una delle tante bellissime rade che si incontrano in questi 7 miglia di navigazione. Decidete quella più adatta in funzione dell’orario e dell’affollamento (ad agosto), del vento e del mare. Le più belle sono il Pevero (esposta a nord), Cala di Volpe, Mortorio. In assenza di onde suggeriamo la spiaggia di Mortorio, una piccola isoletta a metà strada tra Porto Cervo e  Porto Rotondo.

Mortorio

Per rientrare a Porto Rotondo un unico bordo di 4 miglia (225°). Il marina è molto caratteristico e rappresenta il centro del villaggio.

Se volete provare la cucina sarda, risalendo la strada sulla collina che sovrasta il golfo c’è “Lu Stazzu” (+39 0789 34837). L’antipasto è offerto davanti un grande forno dove si cuoce il “porceddu” (mailing) e le salsicce, molto buono anche le altre portate, servite al tavolo.


Giorno 9 – Maddalena

Porto Rotondo è il punto più a sud dell’itinerario. Si inizia il lento e altrettanto piacevole rientro: l’arcipelago offre ancora tanto da vedere.

Lasciate Porto Rotondo per una sosta a Cala di Volpe o al Pevero in funzione del vento e del mare.

Pevero

Dirigete verso nord, doppiate capo ferro per accostare a sinistra puntando a sud di Caprera e risalire tra Caprera e Santo Stefano.

Attenzione alle boe che indicano il canale da seguire per navigare in acque sicure. Entrando nei canali: verde e destra e rossa a sinistra – il contrario uscendo – nel dubbio mai navigare tra una boa (rossa o verde che sia) e la costa.

A sud dell’isola vi sono vari Marina: cala Camiciotto più a est (+30 349 814 5699); cala Mangiavolpe (+39 338 637 8256), vicino alla Capitaneria subito dopo la Marina Militare che dispone di ormeggi propri sia per navi militari che imbarcazioni da diporto tra isola Chiesa e la Capitaneria; cala Gavetta (+39 0789 730121) più ad ovest. Se non trovate posto sul versante occidentale dell’isola c’è un buon ridosso: Cala Francese. Tuttavia la città è molto viva e caratteristica e sarebbe un peccato non visitarla.


Giorno 10 – Cavallo

Lasciate la Maddalena per dirigere verso nord con destinazione “Ille de Cavallo“, si naviga a ovest di Budelli e Razzoli e una sosta per pranzare e godersi il mare a Cala Lunga sarà certamente apprezzata, anche se ad agosto è molto affollata e non è consigliata. L’insenatura è sul versante ovest di Razzoli, relativamente profonda si biforca in due rami: quello a sud è più bello.

Cala Lunga

Usciti da cala Lunga procedete con rotta 328° per 5 miglia puntando a nord di Cavallo. Sul versante nord c’è una rada molto piacevole in cui passare la notte. Il fondo è sabbioso con roccia e poseidonia. Date tanta catena e accertati che abbia fatto presa.

Cavallo

Giorno 11 – Solenzara

Da Cavallo a Solenzara son o 30 miglia. Anche in questo caso suggeriamo di pianificare adeguatamente per arrivare in porto entro le 20:00.

Il porto di Solenzara è vitale e frequentato sarà piacevole e rilassante una cenetta in uno dei tanti ristoranti che si affacciano sul porto o una passeggiata al paese che resta più in lato verso la collina.


Giorno 12 – Marciana Marina 

68 miglia separano Solenzara da Marciana Marina a nord ovest dell’Elba.

Controllate bene le meteo e predisponete la barca in modo opportuno (prese a mare, stoviglie e bottiglie, coperta libera, cime in chiaro, terzaroli, etc).

La rotta per la punta occidentale dell’Elba è 028°, per i primi 15 miglia resterete vicini alla costa della Corsica che spancia verso est per poi divergere progressivamente. Se le condizioni non sono buone o se volete spezzare in due tratte potete dirigere verso il porto di Taverna, 30 miglia a nord di Solenzara, che vi renderà l’ultimo tratto verso l’Elba più breve (40 miglia).

zzzz


Giorno 13 – Porto Ferraio

 

zzzz


Giorno 14 – Punta Ala

zzzz