Nomenclatura

Di seguito i principali componenti di una barca a vela.

In aggiunta elenchiamo le manovre correnti:

  • Drizze: per issare le vele (randa, fiocco o genova, jennaker, spinnaker)
  • Scotte: per manovrare le vele orizzontalemente
  • Vang: per tenere il boma verso il basso evitando che la randa lo sollevi (soprattutto nelle andature portanti)
  • Amantiglio: per sostenere il boma
  • Borosa: cima per ridurre la randa creando una nuova base (presa di terzaroli)

Sicurezza

La sicurezza della navigazione è in realtà gestione del rischio, ovvero la probabilità che un evento potenzialmente dannoso possa verificarsi e l’analisi della gravità delle conseguenze. Tipicamente sia nel settore aeronautico che in quello nautico si considera la seguente matrice di rischio.

La propensione al rischio è una caratteristica individuale. Tuttavia sulle imbarcazioni da diporto, non vi è nessun motivo per forzare la mano ed accettare condizioni di potenziale pericolo. A differenza di quello che può sembrare in prima approssimazione, lo scopo della matrice è principalmente quello di forzare il Comandante e l’equipaggio ad accrescere la consapevolezza degli eventi a cui saranno sottoposti, ovvero avviare un processo di pianificazione che è l’elemento più importante per prevenire soluzioni di pericolo.

Prima di salpare ed in generale in tutte le fasi della navigazione il Comandante deve costantemente anticipare, grazie all’esperienza e la preparazione, ciò che sta per accadere, analizzando tutti i possibili pericoli, la probabilità che tale evento si possa verificare e le conseguenze che potrebbe avere, elaborando un piano per la mitigazione del rischio. Fate in modo che per qualunque evenienza abbiate un piano pronto per portare il rischio ad un livello accettabile (BASSO-MOLTO BASSO-INESISTENTE).

Prevenire il pericolo

  1. Verifica le dotazioni di sicurezza e fai in modo che siano accessibili e note a tutto l’equipaggio.
  2. Controlla le condizioni meteo lungo tutta la rotta e per tutta la durata della navigazione/ormeggio.
  3. Verifica che l’imbarcazione sia in buono stato e provvista di tutto il necessario.
  4. Fai un briefing sulla sicurezza e prepara l’equipaggio alle casistiche che richiedono azioni immediate: uomo in mare, incendio a bordo, falla allo scafo.

Nel caso in cui si verifichi una condizione indesiderata o di emergenza procedete con i seguenti 3 steps:

Analizzare la situazione

  1. Cosa è successo e perché e successo?
  2. Cosa succederà se non faccio nulla?
  3. L’equipaggio è preparato a questa casistica?
  4. L’equipaggio è pronto ad applicare la procedura d’emergenza adatta alla circostanza?

Mantenere il controllo dell’imbarcazione

  1. Non reagire d’impulso.
  2. Non abbandonare le manovre.
  3. Coordina con l’equipaggio la manovra che intendi effettuare.
  4. Non aggravare la situazione con una manovra improvvisata.
  5. Assumi l’andatura più idonea (prua, velatura, andatura, motore).

Gestire l’emergenza

  1. Elabora un piano.
  2. Descrivilo accuratamente all’equipaggio.
  3. Assegna compiti specifici all’equipaggio.
  4. Applica tutte la precauzioni del caso e non esporre l’equipaggio e l’imbarcazione a ulteriori  condizioni di pericolo.

VHF

Canali VHF

EMERGENZA

  1. Tenere il VHF sempre in ascolto sul canale di emergenza (CH 16) durante la navigazione.
  2. Rispettare i minuti di silenzio radio, ovvero dai minuti 00 a 03 e da 30 a 33 di ogni ora.
  3. Nel caso necessario e fuori dai minuti di silenzio radio, contattare chi necessario (porto, imbarcazione, etc) e definire un’altro canale di comunicazione.

COMUNICAZIONI CON IL PORTO

  1. Tipicamente i porti sono sui canali CH 9, CH 10, CH 11.
  2. Stabilire il contatto radio, senza sovrapporsi ad altre comunicazioni in corso, con le seguente dicitura: Marina xx, Marina xx, Marina xx qui “nome della propria barca”.
  3. Dopo la replica, procedere con il messaggio.

COMUNICAZIONE NAVE-NAVE

  1. Stabilire il contatto radio, senza sovrapporsi ad altre comunicazioni in corso, fuori dai minuti di silenzio sul CH 16, con le seguente dicitura: Imbarcazione “B”, Imbarcazione “B”, Imbarcazione “B” qui “A”.
  1. Dopo la replica, procedere assegnare un canale radio per continuare la comunicazione, con la seguente dicitura: Imbarcazione “B”, qui “A”, andiamo canale XX (CH 72, CH 73 o CH 77)
  1. Attendere la conferma di ricezione dall’altra imbarcazione che replicherà: Imbarcazione “A”, qui imbarcazione “B”, copiato canale XX (CH 72, CH 73 o CH 77)
  1. Cambiare canale, verificare che non sia già impegnato e continuare la comunicazione

 

Ancoraggio

A. Posizionamento

  1. Verificare il fondale, evitando rocce, banchi di Poseidonia. Il fondale migliore è la sabbia; segue il fango e i sassolini.
  2. Accertarsi che ci sia fondo a sufficienza in tutta l’area d’interesse. Considerare che la barca ruoterà in funzione del vento. Immaginate un cerchio di raggio pari al calumo.
  3. In rade affollate date fondo al traverso della poppa di un’altra imbarcazione (possibilmente di dimensioni simili) con una separazione laterale di almeno 2 bagli.

B. Dare fondo

  1. Liberate l’ancona dal musone di prua e mettetela a piombo.
  2. Accertarsi che il verricello elettrico funzioni, tenendo il motore acceso (leggermente accelerato a folle qualora dovesse essere necessario issare).
  3. Con barca ferma e al comando dello skipper dare fondo all’ancora. Lo skipper darà i comandi con la ricetrasmittente o con segnali visivi (👎:giù 👍:sù ✊:stop).
  4. E’ consigliato inserire la maniglia del winch per regolare la frizione del barboten, sia per velocizzare la discesa dell’ancora (per gravità), sia per intervenire, stringendo la frizione, nel caso quest’ultima si allenti involontariamente a causa di qualche difettosità (tipicamente una interferenza tra la campana ed il barboten, che invece non dovrebbero toccarsi).
  5. Quando l’ancora ha raggiunto il fondo, procedere lentamente con la marcia indietro (o lasciarsi spingere dal forte vento) in modo da stendere bene la catena.

C. Fare presa

  1. Comunicare il fondale e quanta catena dare. In funzione della fondo (buono o cattivo tenitore) dare catena da 4 a 6 volte la profondità (su sabbia su fondo di 6mt bastano 24mt di catena – in presenza di poseidonia o sassolini meglio abbondare a 40mt).
  2. Lasciar stendere la catena aiutandosi con il motore. Con la barca ferma e la catena in tiro portare il motore a 1200rpm con marcia indietro per permettere all’ancora di fare presa (marre che si infilano nel fondo).
  3. Se la barca resta ferma e l’ancora non speda, portare il motore a folle, dare altri 3 mt di catena e spegnere il motore.
  4. Usate la cima predisposta con gancio per tenere il carico dell’ancora sulla bitta di prua e NON sul verricello.
  5. Non lasciare la barca incustodita in rade non protette. Vedere le esclusioni dell’assicurazione relativamente a questa casistica.

Disormeggio dalla banchina

Prima di salpare

Operazioni in banchina

  1. Collegare le batterie (servizi e motore) poste nella cabina di sx a poppa.
  2. Accertarsi che i serbatoi dell’acqua siano pieni.
  3. Verificare il livello di carburante.
  4. Controllare che tutte le dotazioni di sicurezza siano ben stivate e in condizioni di essere prontamente impiegate.
  5. Chiudere il gas mediante il rubinetto posto infondo al comparto sotto al forno.
  6. Chiudete le prese a mare.
  7. Controllare che le stoviglie siano ben riposte e che non vi siano oggetti liberi che possono rovesciarsi o rompersi in caso di barca sbandata.
  8. Scollegare corrente (prima in banchina e poi in barca) e acqua e accertarsi di non aver lasciato nulla in banchina.
  9. Issate la passerella, legatela bene con gli elastici e sistemate la drizza.
  10. Accendente gli strumenti di navigazione e l’autopilota.
  11. Alimentare il bow truster (elica di prua) mediante la chiave posta a sx sotto il letto della cabina di prua.
  12. Studiate il porto sulle pagine azzurre.
  13. Chiamate la torre sul CH previsto e comunicate l’intenzione di lasciare l’ormeggio e di uscire dal porto per verificare se ci sono controindicazioni o altre imbarcazioni in entrata o manovra.
  14. Predisponete l’imbarcazione per andare a vela:
  • Aprite il lazy bag.
  • Mettete le cime in chiaro.
  • Verificate che la drizza della randa sia agganciata e libera.
  • Verificate che non vi siano ostacoli (battellino, altre cimette) alle manovre (scotta randa e genova; drizza del jennaker).
  • Predisponete la drizza randa sul winch e portate 2 maniglie in pozzetto (riponeteli nei portamaniglie)

  1. Accendere il motore a folle e tenere il timone al centro.
  2. Verificare che tutte le cime di ormeggio siano in chiaro
  3. Mollare la drappa di prua sottovento.
  4. Mollare a poppa sottovento recuperando tutta la cima a bordo. 
  5. Lascare la cima di poppa sopravvento e portarsi a circa 2 metri dalla banchina.
  6. Mettere a collo la drappa di prua sopravvento.
  7. Mollare la cima di prua lasciandola affondare.
  8. Estrarre il bow trust tenendo premuti entrambi i tasti ON.  Non usare l’elica di prua finché la drappa non è del tutto affondata.
  9. Se serve usare il motore (innestando la marcia avanti) per tenere la prua dritta o leggermente nel vento facendo leva con la cima sopravvento.
  10. Mollare la cima di poppa sopravvento recuperando tutta la cima a bordo.
  11. Innestare la marcia avanti ed uscire lentamente.
  12. Non appena liberi dalle altre imbarcazioni, retrarre il bow trust (elica di prua) premendo il tasto OFF, verificando che il led rosso sia fisso.
  13. Scollegare l’alimentazione al bow trust (elica di prua)

Ormeggio in banchina

Entrata in porto

  1. Prima di avvicinarsi, studiare il porto sulla pagine Azzurre, prendendo nota del canale VHF da contattare e/o il numero di telefono, i fondali, il vento di traversia o pericoli.
  2. Contattare il porto con il VHF e/o il telefono per informare del vostro arrivo e accertarsi che ci sia disponibilità di un ormeggio.
  3. A circa 2 miglia (20 minuti) dall’imboccatura: PREDISPONETE L’IMBARCAZIONE:
    1. Legate i parabordi (almeno 3 per lato) alla battagliola con nodo “parlato” e teneteli entrobordo. Tenendo un parabordo libero in pozzetto da usare all’occorrenza.
    2. Predisporre il mezzo marinaio.
    3. Predisporre le cime d’ormeggio a poppa, assicurando un capo della cima sulla bitta (senza fare nodi) lasciando il resto della cima in chiaro all’interno del pozzetto accertandosi che non possa finire in acqua
  4. A mezzo miglio dall’imboccatura mettete i parabordi fuori bordo e ammainate le vele:
    1. Rollate prima il fiocco evitando lo sbandieramento della vela. Se le condizioni del mare e del vento sono impegnative, lasciate un pò (2 mt) di fiocco a riva per assicurarsi di manovrare l’imbarcazione anche se il motore dovesse mollare in prossimità degli scogli;
    2. mettete la prua al vento e ammainate la randa, accertandosi prima che la drizza della randa sia in chiaro. L’uomo sotto l’albero recupera la vela dopo aver aperto il carrello posto sulla tuga. Un uomo al winch si accerta che la drizza  scorra veloce rimanendo pronto a issare nel caso fosse necessario.
  5. Riportate alla Torre che siete all’imboccatura;
  6. Alimentate il bow trust (elica di prua).
  7. Procedete con motore al minimo verso l’ormeggio. Meglio procedere direttamente in retromarcia evitando di manovrare in prossimità della banchina. In condizioni impegnative chiedete assistenza e aiutatevi con il bow trust.

  1. Cima di poppa sopravvento
  2. Se serve aiutatevi con il motore (marcia avanti e timone verso il vento) per tenere la prua allineata – con elica in movimento fare molta attenzione alle cime di ormeggio
  3. Prendere la drappa sopravvento cazzando senza sforzare la schiena 
  4. Tenere la poppa almeno 2 metri dalla banchina
  5. Motore a folle e timone al centro
  6. Cima di poppa sottovento
  7. Prendere la drappa sottovento cazzando a mano senza sforzare la schiena 
  8. Avvicinarsi in banchina a circa 1 metro aiutandosi con il motore (marcia indietro  e timone a centro) – con elica in movimento fare molta attenzione alle cime di ormeggio
  9. A ormeggio completato retrarre il bow trust (elica di prua) e spegnete motore
  10. Scollegare l’alimentazione del bow trust e spegnere auto-pilota e strumenti di navigazione.